Nessun animale reale era sull’arca del film Noah

Tra le tante uscite al cinema che quest’anno ci riserva, senza alcun dubbio spicca il film del regista Darren Aronofsky, Noah. La pellicola è una rivisitazione della storia di Noè, l’uomo a cui, secondo il libro della Genesi , il Dio di Abramo comandò che un’arca fosse costruita per salvare “due animali di ogni specie” dal diluvio universale. Ma Aronofsky aveva un’idea diversa sul come far imbarcare gli animali. Ha creato delle immagini generate al computer (CGI) del regno animale , con le creature “ottimizzate” quel tanto che basta per renderle simili a quelle reali. In effetti, nessuno dei Dieci Comandamenti dice: non ritoccare. Ma la decisione di Aronofsky di creare un regno naturale tutto suo, per poi distruggerlo, potrebbe rappresentare un punto di svolta nel modo in cui gli animali vengono utilizzati nella cinematografia.
  Nessun animale reale era sullarca del film Noah

Così, per ragioni sia politiche che pratiche, non ci sono leoni reali – o tigri, o orsi – in questa versione hollywoodiana di Noè. Grandi o piccoli che siano, gli animali di questa rappresentazione, con l’eccezione di alcune colombe, un corvo, e Russell Crowe (che interpreta il plurisecolare timoniere dell’arca), sono la creazione di un artista in CGI della società di effetti visivi Industrial Light & Magic. “Non è una grande cosa lavorare con gli animali reali. Sta diventando sempre più evidente per l’uomo col passare del tempo” – ha spiegato Aronofsky in un’intervista per la rivista trimestrale della Directors Guild of America. La politica di utilizzo di attori animali è diventata molto più complicata a seguito di un aneddoto che si è verificato sul set del premiato Vita di Pi: sembrerebbe che una delle tigri del Bengala che appaiono nel film sia quasi annegata in un grande serbatoio di acqua durante le riprese di una scena. Naturalmente si era cercato di coprire l’incidente prima che fosse venuto a galla, affermando: “C’erano misure di sicurezza in atto, e l’animale è stato tirato fuori dall’acqua illeso.”
  Nessun animale reale era sullarca del film Noah

“Qual è la linea in cui l’uso diventa abuso? ” chiede l’autore Peter Laufer in un suo libro.“E che cos’è un animale selvatico ? Ecco uno scimpanzé che è allevato in cattività per esser venuto. È un animale selvatico , o qualcos’altro?”. Tutte domande che dovrebbero far riflettere l’uomo prima di interagire con gli animali, in quanto esseri viventi. Un altro motivo per cui i registi possono scegliere di evitare di lavorare con gli animali reali è il tempo: non solo ci vogliono molte energie, ma anche esorbitanti spese e un impegno costante. Per quanto riguarda Noah, Aronofsky ha affermato: “Tecnicamente , sarebbe stato molto difficile lavorare con animali reali; non possono essere costretti a svolgere la stessa scena più e più volte.” Gli animali generati dal computer hanno fatto molta strada fino ad oggi. Dal solo utilizzo di questi nelle pellicole, si è passato al rendering dei loro movimenti, sia dei muscoli che dello scheletro. Sebbene la creazione di immagini generate al computer suona come un processo altamente automatizzato, alcuni scatti necessari per questo processo impiegano a volte diversi mesi per essere realizzati. Ma nonostante lo spostamento verso una fauna selvatica in CG, poche persone a Hollywood si aspettano che gli animali reali vengano completamente sostituiti da quelli digitali, salvo circostanze particolari come nel film Noah. Dopotutto, gli animali reali hanno un impatto emotivo che non può assolutamente essere sostituito, sebbene sia doveroso sostenere l’uso della CG perché limita il pericolo per gli animali. Non resta dunque che vedere i risultati di questo nuovo film per poter esprimere un giudizio al riguardo, fermo restando che gli esseri viventi trasmettono emozioni che una macchina non possiede, benché vadano giustamente tutelati.