Nuova scoperta: le stelle marine hanno la vista

Tra le tante creature che abitano gli abissi, da pesci di grandi dimensioni a quelli più piccoli, vi sono esseri viventi particolari e in grado di stimolare la curiosità di molti. Ad esempio la stella marina, che già da tempo si è scoperto possedere gli occhi: per essere precisi, ne ha uno alla fine di ogni punta, ma il modo in cui li utilizza è stato oggetto di studio fino ai giorni recenti. Si è sempre pensato che le stelle marine fossero animali semplici: dal momento che i loro occhi sono relativamente poco complessi (anche a livello di strutture) e non hanno un cervello, è stato per molto tempo difficile capire se e come potessero vedere.

Nuova scoperta: le stelle marine hanno la vista

Ma un nuovo studio suggerisce che gli occhi delle stelle di mare – gli scienziati preferiscono riferirsi a loro come invertebrati piuttosto che pesci – possono formare immagini imprecise e grezze, che ovviamente impediscono agli animali di allontanarsi troppo da casa. “Questo studio rappresenta un significativo passo avanti per comprendere come le stelle marine percepiscono il mondo”, ha scritto Christopher Mah, un ricercatore di Washington in un’e-mail. Gli scienziati hanno studiato una specie di stella marina che si trova negli oceani tropicali Indiano e Pacifico, conosciuta come stella di mare blu (Linckia laevigata). Le aspettative della complessità di questi animali erano piuttosto basse perché, storicamente, le stelle marine sono sempre state viste come “creature semplici, senza un comportamento complicato”, ha detto Mah, che non era coinvolto nello studio. Tuttavia, sono stati proprio il comportamento e la forma del corpo a dimostrare che non sono esattamente così.

Nuova scoperta: le stelle marine hanno la vista

Gli scienziati sanno che le stelle marine hanno gli occhi da circa 200 anni, ma a parte lo studio della loro struttura, non erano state fatte molte ricerche al riguardo. Una ricerca precedente ha dimostrato che gli occhi delle stelle marine sono sensibili alla luce e probabilmente danno all’invertebrato un’idea della posizione delle macchie scure e della luce nel loro mondo subacqueo. Nonostante la conferma della vista come senso proprio della stella marina, non si può dire che le sia di enorme aiuto. L’immagine formata nell’occhio della stella marina è un’immagine molto imprecisa, ha solo circa 200 pixel: è sufficiente per permettere alla stella marina di riconoscere grandi strutture inamovibili, ad ogni modo. Prendendo in considerazione la stella di mare blu, per esempio, è constatabile che sia molto legata alle barriere coralline. Se si allontanasse per i fondali sabbiosi che circondano gli scogli, non sarebbe in grado di trovare cibo e finirebbe poi per morire di fame. Quindi, essere in grado di individuare un grande oggetto statico nelle immediate vicinanze, è molto importante per questi invertebrati.

I loro occhi sono composti, come quelli di artropodi quali insetti o aragoste, ma la somiglianza finisce lì. Ad esempio, agli occhi della stella di mare blu mancano le lenti. I ricercatori hanno combinato misurazioni fisiche dell’occhio con esperimenti comportamentali per giungere a interessanti conclusioni. Una di queste misure ha dato ai ricercatori un’idea di quanto fosse ampio il campo visivo della stella di mare. La risposta non ha bisogno di grandi giri di parole: abbastanza grande per scegliere una barriera corallina di fronte a loro. Tuttavia, se le distanze dalla barriera corallina sono troppo lunghe, la stella finisce per perdersi.

Nuova scoperta: le stelle marine hanno la vista

Si è arrivati a tale conclusione ponendone una a 2 m di distanza da uno scoglio, la quale lo ha raggiunto senza troppa difficoltà; poi, mettendola a 12 m di distanza dallo stesso, la stella marina ha finito per perdersi. Mah ha dichiarato che sarebbe interessante vedere il ruolo che gioca la vista nelle altre specie di stelle: per esempio, la grande stella girasole (Pycnopodia helianthoides) è un predatore veloce ed efficiente che si osserva spesso inseguire e ingoiare il suo cibo con voracità; magari è proprio grazie agli occhi che riesce a prevedere i movimenti delle sue prede. Chissà.