Perché capita che gli animali uccidano i propri piccoli?

Quando Khali, un orso giocoliere dello Smithsonian National Zoological Park di Washington, ha cominciato il travaglio alla fine di dicembre dello scorso anno, i suoi custodi erano entusiasti. Ma poco dopo che Khali ha dato alla luce il suo primo cucciolo, qualcosa è andato storto. “Non sappiamo precisamente cosa sia successo “ – afferma Tony Barthel, membro dello staff dello zoo. Lui e i custodi degli orsi stavano guardando Khali attraverso una telecamera: quando hanno visto il cucciolo grande quanto il palmo di una mano venire al mondo, hanno applaudito e gioito. Poi, 20 minuti più tardi, Khali si chinò, non per leccare il suo neonato, ma per mangiarlo. Gli applausi si trasformarono in rantoli di sgomento. “La nostra ipotesi è che il cucciolo non stava bene, ed è morto”, dice Barthel. Khali ha dato alla luce altri due cuccioli quel giorno e, per oltre una settimana, è stata premurosa, attenta e calma, nutrendoli come una mamma orso sa fare (era una mamma con esperienza, avendo allevato altri due cuccioli in uno zoo diverso nel 2004). I custodi hanno continuato a monitorarla con i suoi cuccioli, come fanno con tutte le mamme orso. Così, erano proprio davanti agli schermi quando Khali mangiò un altro dei suoi piccoli e voltò le spalle al terzo.

Perché capita che gli animali uccidano i propri piccoli?

Barthel e gli altri custodi decisero perciò di intervenire. Il 6 gennaio, hanno recuperato l’ultima superstite dei cuccioli di Khali – una femmina – dalla sua tana. Si precipitarono con il cucciolo all’ospedale veterinario dello zoo, dove è stata trovata in ipotermia e affetta da un’infezione. “Era malata , con un elevato numero di globuli bianchi”, dice Barthel . “Non sappiamo se questo fosse anche il caso degli altri due cuccioli, ma la mia ipotesi è che non stessero bene neppure loro.” Per salvare il cucciolo solitario, i veterinari lo hanno subito trattato con antibiotici, mettendolo poi in un’incubatrice per ripristinare la sua temperatura corporea. Poche ore dopo è stata felicemente allattata con un biberon. Così non restava che cercare una risposta a quello che sembra il più crudele e il più impensabile dei quesiti: perché una madre mangia i suoi piccoli? “Può sembrare innaturale”, dice Barthel, “ma ci sono ragioni motivate. Tutto ciò potrebbe sembrare freddo per noi, ma sono motivazioni semplici e hanno a che fare con le risorse.” Infatti orsi, felini, canidi, primati e molte specie di roditori – da ratti a criceti – sono stati visti uccidere e mangiare i loro piccoli. Anche insetti, pesci, anfibi, rettili e uccelli hanno avuto istinti omicida, talvolta divorando il giovane della propria specie. Quando le madri dei mammiferi partoriscono, devono cominciare ad allattare i loro neonati, ma ciò avviene soltanto se sono sani e ben nutriti.

Perché capita che gli animali uccidano i propri piccoli?

Al contrario, se una mamma orso in natura partorisse cuccioli insalubri o deformati, o non fosse in grado di trovare abbastanza da mangiare, lei li ucciderebbe e li consumerebbe come pasto. “Essi diventano una risorsa, quella che non può permettersi di perdere”, dice Barthel . “Che sia un’orsa, una leonessa o una cagnolina è indifferente se lei non può allattare i suoi cuccioli o trovare cibo per loro. E se uno dei suoi piccoli dovesse morire, si sbrigherà a divorarli, come ha fatto Khali. Così facendo si nutre e ha il vantaggio di rimuovere la carcassa. In questo modo non c’è nulla che rimane a marcire nella sua tana e i predatori non vengono attirati”, afferma lo stesso Barthel. Nonostante tali motivazioni possano suonare ragionevoli, c’è ancora qualcosa di profondamente sconvolgente sull’atto – tanto che anche i biologi lo consideravano un comportamento patologico. In alcuni casi, a seconda delle circostanze, lo considerano ancora tale. Ma questo comportamento inquietante non appartiene soltanto alle femmine. I leoni maschi sono uno degli esempi più citati di questo tipo di infanticidio. Tipicamente, un branco di leoni include uno o due maschi adulti, che potrebbero essere padri di qualche cucciolo. Se altri maschi cacciano con successo questi leoni, i nuovi arrivati uccidono quasi immediatamente eventuali giovani cuccioli, in particolare quelli che le leonesse stanno accudendo – nonostante tutti gli sforzi da parte delle madri per fermare il massacro. Dopodiché le femmine diventano nuovamente fertili e si accoppiano con gli stessi leoni che hanno ucciso i loro cuccioli. È la legge del più forte.

Leoni a rischio di estinzione nell’Africa occidentale

Uno degli animali più rappresentativi dell’Africa occidentale è a rischio di estinzione. La figura che regna sovrana, che più di ogni altra ha il diritto – per convenzione, s’intende – di abitare in quella zona del continente: il leone. Di recente è stata condotta un’indagine dai ricercatori di Panthera, che ha monitorato la situazione dei felini e la loro salute. I risultati sono stati estremamente allarmanti.

Leoni a rischio di estinzione nellAfrica occidentale

In un’area che va dalla Mauritania fino al Camerun (si parla di circa 17 nazioni), sarebbero rimasti poco più di 400 esemplari, di cui più della metà hanno un’età avanzata e non possono più riprodursi. Sono numeri da brividi se paragonati a quelli dell’Africa orientale, dove sono presenti più di 35.000 leoni. L’indagine è stata molto accurata e i dati sono da considerarsi più che attendibili, visto che l’organizzazione americana ha perlustrato ogni centimetro del continente per un’operazione che è durata circa sei anni. Evidentemente si è dormito sugli allori, dato che fino al 2005 si credeva che le aree protette in cui vivevano i leoni fossero almeno 21. Per essere precisi, stiamo parlando di panthera leo, la specie di leone africano più diffusa in questa area. Dopo l’indagine, invece, ci si è resi conto che le aree protette sono soltanto quattro, nel complesso di parchi W-Arly-Pendjari che attraversa i confini di Benin, Burkina Faso e Niger e in altri tre siti tra Senegal e Nigeria. Stando ai calcoli, si può contare circa 1 leone ogni 100 km².

L’indagine condotta non è di certo stata una passeggiata, anzi, si potrebbe dire proprio il contrario: a causa delle condizioni in cui versano i parchi in questione, gli esperti si sono trovati davanti a un’operazione estenuante. Stiamo parlando di zone molto calde, dove le temperature raggiungono picchi altissimi e la superficie delle acque è pari allo 0,1% di quella totale. Dato che mancano addirittura alcune strade in certe aree, i ricercatori si sono dovuti inoltrare a piedi, fino a 600 km attraverso terreni accidentati. Questo perché si sta parlando di alcuni dei paesi più poveri al mondo, che naturalmente non hanno un budget sufficiente per far fronte alla manutenzione dei parchi, per tenerli quantomeno in condizioni adeguate. Insomma, sono parchi soltanto di nome, dato che non hanno controlli di sicurezza e non possono di conseguenza gestire gli animali al loro interno. Non è la prima volta che “il re della foresta” si ritrova davanti al rischio di estinzione: tra il 1970 e il 2005 il numero di esemplari dell’Africa occidentale è sceso dell’85%.

Leoni a rischio di estinzione nellAfrica occidentale

Questa penuria non riguarda soltanto la parte ovest del continente: complessivamente, si possono contare meno di 40.000 felini, i quali occupano soltanto il 25% delle aree in cui vivevano negli anni passati. La causa principale di questo incredibilo calo demografico dei leoni è da attribuirsi all’uomo. Per essere più precisi, la colpa è dei pastori che li avvelenano per proteggere il proprio bestiame, e dei bracconieri, i quali cercano di vendere la loro carne selvatica a prezzi spesso esorbitanti. La figura del leone è quasi un’istituzione per il “continente nero”, per cui la salvaguardia e la protezione di questa specie è importante anche dal punto di vista di un’immagine collettiva, che fino ad oggi è andata via via diffondendosi in tutto il mondo. Vedere questi felini correre per le savane dell’Africa rischia di diventare un’utopia continuando di questo passo, per cui devono essere presi provvedimenti in questo senso. Oltretutto, il leone è la figura animale più imponente dell’Africa e chi, meglio di lui, potrebbe svolgere il ruolo di sovrano?

Il papà salva il cucciolo dalle grinfie dei leoni: storia incredibile di un amore paterno (FOTO)

Il fotografo Evan Schiller e sua moglie Lisa Holzwarth dedicano una parte della loro vita agli animali, ma quello che è successo davanti ai loro occhi qualche settimana fa nel nord del Botswana ha davvero dell’incredibile.

I due stavano scattando alcune foto a un branco di leonesse quando a un certo punto un branco di babbuini si è avvicinato nella boscaglia.

Due leonesse che erano nelle vicinanze ne hanno ovviamente approfittato per andare a caccia, la dura legge della giungla..voi penserete. MA aspettate e continuate a leggere..

Il papà salva il cucciolo dalle grinfie dei leoni: storia incredibile di un amore paterno (FOTO)

Quando le leonesse sono riuscite a catturare un’esemplare femmina di babbuino i fotografi si sono accorti che dal corpicino della scimmia si svincolava qualcosa..solo dopo pochi minuti hanno capito di cosa si trattasse.

Il papà salva il cucciolo dalle grinfie dei leoni: storia incredibile di un amore paterno (FOTO)

Quando è stata attaccata la scimmia aveva con se il suo cucciolo appena nato, le leonesse incuriosite si sono avvicinate e incredibilmente..

Il papà salva il cucciolo dalle grinfie dei leoni: storia incredibile di un amore paterno (FOTO)

…invece di mangiarlo hanno iniziato a coccolarlo delicatamente, il cucciolo era spaventato e ferito.

Il papà salva il cucciolo dalle grinfie dei leoni: storia incredibile di un amore paterno (FOTO)

L’istinto materno ha iniziato ad entrare in gioco e così anche il babbuino, dopo i primi momenti di paura, ha iniziato ad annusare le leonesse e a fidarsi di loro.

Il papà salva il cucciolo dalle grinfie dei leoni: storia incredibile di un amore paterno (FOTO)

A un certo punto è arrivato il leone capo branco, ma la reazione delle leonesse è stata stupefacente, lo hanno cacciato per difendere la vita del cucciolo di babbuino.

Il papà salva il cucciolo dalle grinfie dei leoni: storia incredibile di un amore paterno (FOTO)

Intanto il papà del cucciolo osservava su un albero cosa stesse succedendo al figlio E appena le leonesse si sono distratte è corso velocissimo ed è riuscito a recuperare il suo amato cucciolo portando in salvo su un albero il suo figlioletto.

Il papà salva il cucciolo dalle grinfie dei leoni: storia incredibile di un amore paterno (FOTO)

Il papà salva il cucciolo dalle grinfie dei leoni: storia incredibile di un amore paterno (FOTO)

Alla fine l’eroismo del babbuino padre ha pagato. E ‘difficile dire che cosa è più impressionante: la decisione delle leonesse di proteggere il babbuino bambino o l’incredibile missione di salvataggio di suo padre. Se ti è piaciuta questa storia aiutaci a crescere e condividi l’articolo con i tuoi amici 🙂

Leoni, tigri e iene diventano dei cuccioli tenerissimi quando incontrano Kevin Richardson (VIDEO)

Leoni, tigri e iene diventano dei cuccioli tenerissimi quando incontrano Kevin Richardson (VIDEO)

Un video bellissimo che vi consigliamo di guardare fino alla fine, non ne rimarrete delusi. Kevin Richardson ha una famiglia un po particolare, costituita da un leone maschio, una leonessa, varie tigri e anche qualche iena. Ma per loro Kevin è come un papà e non solo appena lo vedono corrono ad abbracciarlo e a farsi coccolare!